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Integratori alimentari, sono utili per funzioni cognitive e patologie oculari?- VB BLOG


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integratoriGli integratori alimentari negli ultimi anni hanno registrato un incredibile incremento delle vendite in farmacia e anche nei supermercati. Lo sottolinea anche uno studio di Mediobanca che descrive l’Italia come il più grande mercato degli integratori alimentari in Europa, con vendite che dovrebbero sfiorare i 5 miliardi nel 2025 . Uno dei motivi di tanto successo è che esistono integratori pensati e commercializzati per affiancare un numero incredibile di problemi di salute. Non sempre però le indicazioni proposte dai produttori corrispondono al vero, tanto che numerosi studi scientifici mettono in discussione l’efficacia di alcuni preparati. Sul portale Epicentro a cura dell’Istituto superiore di sanità sono evidenziati due lavori scientifici su questo argomento.

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Il sito cita il numero di luglio 2022 della newsletter americana Clinical Digest, curata dal National Center for Complementary and Integrative Health (NCCIH), che sintetizza lo stato delle conoscenze scientifiche relative ai benefici degli integratori alimentari sulle funzioni cognitive, la demenza e l’Alzheimer. Nella newsletter viene detto che, sebbene qualche studio abbia mostrato effetti positivi di alcuni integratori sulla prevenzione del declino delle funzioni cognitive, non c’è ancora sufficiente evidenza a sostegno di questo effetto.

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Integratori alimentari: non c’è ancora sufficiente evidenza a sostegno dell’effetto positivo su funzioni cognitive e demenza senile

Un altro lavoro (presentato sulla newsletter di marzo 2022 del Clinical Digest, curata dal National Center for Complementary and Integrative Health (Nccih) focalizza l’attenzione sugli integratori alimentari utilizzati per prevenire o rallentare la progressione di alcune patologie oculari come la cataratta, la degenerazione maculare senile, il glaucoma e la retinopatia diabetica. Esiste, infatti, una qualche evidenza scientifica che una combinazione di vitamine E, C, beta carotene e zinco possa ridurre il rischio di sviluppare la degenerazione maculare. Inoltre c’è evidenza – seppur limitata – che per alcuni gruppi di popolazione con problemi di malnutrizione, carotenoidi, luteina/zeaxantina possano essere associati a una riduzione della necessità di interventi chirurgici per cataratta. Sono, comunque, necessari ulteriori studi che supportino il beneficio nel loro utilizzo. L’altro aspetto da considerare è che i dati attualmente disponibili non supportano l’utilizzo di integratori alimentari contenenti vitamine A, C ed E per il trattamento del glaucoma.

© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock, iStock

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare



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